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[one_third]L’azdora della casa contadina sposò con uova fresche la farina, plasmò la pasta come fosse creta e l’ARTE si diffuse nel pianeta. Tirava sfoglie intatte a tutto tondo la donna che in cucina aveva il mondo. Oggi che il matterello ha eliminato compra la pasta dall’Artigianato. E come la bottega medioevale forgiava artisti ed arte eccezionale, questa BOTTEGA impiega le “sfogline” per produrre minestre sopraffine. Vorrei rubare l’estro all’Alighieri, e declamare in toni veritieri che la BOTTEGA esalta il CAPPELLETTO, in brodo o col ragù, sempre perfetto. [/one_third]
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[one_third]Non c’è proprio nessuno a cui non piaccia la tonda e gonfia forma che si abbraccia celando il suo ripieno. Chi assapora questa delizia, la CONSUMA ANCORA! Fra pasta cotta e cruda ben tagliata la cui visione è già una risanata, il CAPPELLETTO, re della cucina, ci affascina, ci ammalia, ci trascina. Nessuno al mondo mai si è amareggiato di aver con esso il pranzo incominciato! Chi cerca per il mondo conoscenza sa che in Romagna c’è la VERA SCIENZA: LA BUONA PASTA FRESCA CHE CI STREGA FATTA COME UNA VOLTA ALLA BOTTEGA!   Attilia Tartagni, “La Bottega del Cappelletto”, Dicembre 2008[/one_third]
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